Alla prova dei fatti la misura siciliana sul “South Working”

Pubblicato
il 21 Aprile 2026

SOUTH WORKING® SUL DECRETO ATTUATIVO DELLA MISURA SICILIANA: “ORA SI FA SUL SERIO. PRONTI AD ACCOMPAGNARE LAVORATORI E AZIENDE” 

A quattro mesi dall’approvazione della legge regionale, è stato pubblicato il decreto attuativo: dal 30 giugno si potrà fare domanda per accedere agli incentivi. South Working® rivendica la paternità culturale della misura, analizza le criticità e annuncia uno sportello multistakeholder

Palermo, 17 aprile 2026 — La misura da 54 milioni di euro per il south working approvata dalla Regione Siciliana porta la firma culturale di South Working®. Dal 2020 l’associazione studia, promuove e rappresenta la comunità dei south worker — ha costruito una rete di oltre 230 presidi di comunità, ha condotto ricerche su migliaia di lavoratori, ha fatto advocacy bipartisan per arrivare a questo risultato. Oggi, con la pubblicazione del decreto attuativo, quella battaglia diventa realtà operativa. Dal 30 giugno 2026 sarà possibile presentare domanda attraverso la piattaforma IRFIS per accedere ai contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro per ogni lavoratore siciliano assunto o stabilizzato a tempo indeterminato da aziende con sede fuori dall’Isola, che preveda lo svolgimento della prestazione in Sicilia in modalità agile per almeno cinque anni.

La logica della norma rovescia un paradigma decennale: invece di inseguire grandi imprese sperando che portino lavoro al Sud, si riconosce che il lavoro può e deve seguire le persone, ovunque esse scelgano di vivere. Il contributo pubblico va alle aziende, è vero. Ma il valore si produce e rimane nel territorio attraverso il lavoratore: ogni stipendio reinvestito in affitti, consumi, servizi locali è iniezione di liquidità diretta nell’economia delle aree marginali. E quando quel lavoratore investe in una casa, sostiene una start-up locale, partecipa alla vita civica — il circolo virtuoso si chiude. Non è la sede dell’azienda che determina lo sviluppo territoriale: è il radicamento delle persone.

Particolarmente significativo è il comma 7 della stessa legge, che destina risorse alla creazione di spazi di coworking nelle aree interne attraverso il recupero di immobili pubblici e ecclesiastici in disuso — una misura presente nelle proposte originarie di South Working® sin dal 2020 e che trasforma il southworking da scelta individuale a infrastruttura collettiva di comunità. Il relativo decreto attuativo è ancora atteso: South Working® ne sollecita la rapida pubblicazione.

“Questa misura è una prima risposta a esigenze che portiamo avanti da anni — dichiara Elena Militello, Presidente di South Working®. — Dimostra che il fenomeno del rientro verso Sud è abbastanza solido da diventare oggetto di politica pubblica stabile. La direzione ora è una sola: che gli incentivi ai lavoratori diventino il primo passo verso un radicamento reale delle aziende nei territori. Il south working non è turismo del lavoro: è sviluppo territoriale.”

“Da sei anni ripetiamo che portare il lavoro dove sono le persone è più sostenibile che costringere le persone a inseguire il lavoro — dichiara Mario Mirabile, vicepresidente esecutivo e co-fondatore di South Working®. — Questa legge lo conferma. Il passo successivo è creare le condizioni perché le aziende che oggi portano lavoro agile in Sicilia decidano domani di radicarsi: aprendo sedi, creando indotto, diventando parte dell’ecosistema produttivo locale. È quello per cui continueremo a lavorare.”

South Working® segnala tuttavia alcune criticità operative che potrebbero limitare l’accesso alla misura. Il requisito della residenza anagrafica in Sicilia alla data di concessione esclude di fatto chi ha già trasferito la propria residenza altrove per necessità lavorative, paradossalmente, proprio il profilo di lavoratore che la misura vorrebbe intercettare. Il vincolo quinquennale, pur comprensibile nella logica di garantire stabilità, potrebbe essere impegnativo per le aziende, specialmente le più piccole. La misurazione del limite del 20% di presenza fisica nei locali aziendali richiede un’attestazione annuale congiunta tra datore e lavoratore, con un onere burocratico non trascurabile.

South Working® sta predisponendo uno sportello multistakeholder per orientarsi nel panorama delle misure sul lavoro agile e sul southworking. Lavoratori, aziende, comuni e spazi di coworking interessati sono invitati a contattare South Working®: info@southworking.org

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Pubblicato
il 3 Maggio 2022

“There is a crack in everything, that’s how the light gets in” (Leonard Cohen)

Come in ogni crisi, la pandemia ha rappresentato una crepa, un’opportunità di riflettere sulle storture degli ingranaggi del sistema precedente, che spingeva i giovani a migrare per cercare migliori opportunità lavorative senza speranza di tornare se non in vacanza.

Dopo due anni di lavoro per riportare capitale umano sui nostri territori, con questa campagna ci vogliamo impegnare per la diffusione di un metodo di partecipazione alla definizione delle politiche pubbliche, di cui abbiamo un estremo bisogno.

In questi anni abbiamo elaborato tre prerequisiti per poter lavorare da dove si desidera: una buona connessione a Internet, trasporti efficienti da e verso gli aeroporti e, soprattutto, una rete capillare di “presidi di comunità”, ovvero infrastrutture sociali di “terzi luoghi”, né case né uffici, che evitino l’effetto grotta e la sovrapposizione di doppi o tripli carichi di lavoro, e che, oltre a svolgere la funzione di spazi di lavoro condiviso per i lavoratori a distanza e per studenti, possano diventare, grazie alle proposte della comunità locale, volani di sviluppo di servizi per tutte le fasce della popolazione.

Prendiamo esempio dalle esperienze luminose che si sono infilate nella crepa pandemica come presidi di comunità già esistenti all’interno della nostra rete (come Moltivolti, Cre.Zi, SenzaProblemi o MyRoom a Palermo o molti altri in giro per la Sicilia come a Castelbuono, Petralia Sottana o Isnello), per diffondere in ogni Comune, come una piccola isola, presidi di comunità che andranno a comporre un arcipelago di partecipazione democratica.

In occasione delle elezioni amministrative e regionali in Sicilia nel 2022, chiediamo a ogni cittadino, organizzazione e candidato a tutti i livelli di impegnarsi nella prossima legislatura (2022-2027), sin dal primo giorno, a diffondere “presidi di comunità”, ovvero spazi condivisi, anche pubblici, per lavorare, studiare, incontrarsi e collaborare con metodo partecipativo in ogni Comune e in ogni circoscrizione.

Chiediamo, in particolare, ai candidati eletti un impegno, nei primi 100 giorni, nella mappatura degli spazi attualmente inutilizzati o sottoutilizzati, e, nei successivi 200 giorni, nello sviluppo di progetti per la creazione di spazi di lavoro condiviso in ogni circoscrizione, concedendo spazi pubblici ai cittadini tramite l’approvazione del regolamento sui beni comuni.

I Promotori

South Working – Lavorare dal Sud A.P.S.

Se condividi questo manifesto, puoi firmarlo anche tu! Aiutaci a diffondere il nostro messaggio condividendolo con i candidati, le organizzazioni del territorio, i tuoi amici, familiari e chiunque pensi possa essere interessato.  

Se sul tuo territorio esiste già un presidio di comunità non ancora mappato aggiungilo alla Rete del South Working qui.