SOUTH WORKING® SUL DECRETO ATTUATIVO DELLA MISURA SICILIANA: “ORA SI FA SUL SERIO. PRONTI AD ACCOMPAGNARE LAVORATORI E AZIENDE”
A quattro mesi dall’approvazione della legge regionale, è stato pubblicato il decreto attuativo: dal 30 giugno si potrà fare domanda per accedere agli incentivi. South Working® rivendica la paternità culturale della misura, analizza le criticità e annuncia uno sportello multistakeholder

Palermo, 17 aprile 2026 — La misura da 54 milioni di euro per il south working approvata dalla Regione Siciliana porta la firma culturale di South Working®. Dal 2020 l’associazione studia, promuove e rappresenta la comunità dei south worker — ha costruito una rete di oltre 230 presidi di comunità, ha condotto ricerche su migliaia di lavoratori, ha fatto advocacy bipartisan per arrivare a questo risultato. Oggi, con la pubblicazione del decreto attuativo, quella battaglia diventa realtà operativa. Dal 30 giugno 2026 sarà possibile presentare domanda attraverso la piattaforma IRFIS per accedere ai contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro per ogni lavoratore siciliano assunto o stabilizzato a tempo indeterminato da aziende con sede fuori dall’Isola, che preveda lo svolgimento della prestazione in Sicilia in modalità agile per almeno cinque anni.
La logica della norma rovescia un paradigma decennale: invece di inseguire grandi imprese sperando che portino lavoro al Sud, si riconosce che il lavoro può e deve seguire le persone, ovunque esse scelgano di vivere. Il contributo pubblico va alle aziende, è vero. Ma il valore si produce e rimane nel territorio attraverso il lavoratore: ogni stipendio reinvestito in affitti, consumi, servizi locali è iniezione di liquidità diretta nell’economia delle aree marginali. E quando quel lavoratore investe in una casa, sostiene una start-up locale, partecipa alla vita civica — il circolo virtuoso si chiude. Non è la sede dell’azienda che determina lo sviluppo territoriale: è il radicamento delle persone.
Particolarmente significativo è il comma 7 della stessa legge, che destina risorse alla creazione di spazi di coworking nelle aree interne attraverso il recupero di immobili pubblici e ecclesiastici in disuso — una misura presente nelle proposte originarie di South Working® sin dal 2020 e che trasforma il southworking da scelta individuale a infrastruttura collettiva di comunità. Il relativo decreto attuativo è ancora atteso: South Working® ne sollecita la rapida pubblicazione.
“Questa misura è una prima risposta a esigenze che portiamo avanti da anni — dichiara Elena Militello, Presidente di South Working®. — Dimostra che il fenomeno del rientro verso Sud è abbastanza solido da diventare oggetto di politica pubblica stabile. La direzione ora è una sola: che gli incentivi ai lavoratori diventino il primo passo verso un radicamento reale delle aziende nei territori. Il south working non è turismo del lavoro: è sviluppo territoriale.”
“Da sei anni ripetiamo che portare il lavoro dove sono le persone è più sostenibile che costringere le persone a inseguire il lavoro — dichiara Mario Mirabile, vicepresidente esecutivo e co-fondatore di South Working®. — Questa legge lo conferma. Il passo successivo è creare le condizioni perché le aziende che oggi portano lavoro agile in Sicilia decidano domani di radicarsi: aprendo sedi, creando indotto, diventando parte dell’ecosistema produttivo locale. È quello per cui continueremo a lavorare.”
South Working® segnala tuttavia alcune criticità operative che potrebbero limitare l’accesso alla misura. Il requisito della residenza anagrafica in Sicilia alla data di concessione esclude di fatto chi ha già trasferito la propria residenza altrove per necessità lavorative, paradossalmente, proprio il profilo di lavoratore che la misura vorrebbe intercettare. Il vincolo quinquennale, pur comprensibile nella logica di garantire stabilità, potrebbe essere impegnativo per le aziende, specialmente le più piccole. La misurazione del limite del 20% di presenza fisica nei locali aziendali richiede un’attestazione annuale congiunta tra datore e lavoratore, con un onere burocratico non trascurabile.
South Working® sta predisponendo uno sportello multistakeholder per orientarsi nel panorama delle misure sul lavoro agile e sul southworking. Lavoratori, aziende, comuni e spazi di coworking interessati sono invitati a contattare South Working®: info@southworking.org
Guarda anche il nostro post su Instagram.
